Anoressia e rigidita’ mentale: la debolezza camuffata da forza

Ott 15, 12 Anoressia e rigidita’ mentale: la debolezza camuffata da forza

Anoressia e rigidita’ mentale sono due fattori indissolubili che svelano a noi professionisti nuove possibilita’ di intervento. Vediamo quali sono.

Negli ultimi dieci anni c’è stata una crescente attenzione da parte della ricerca neuropsicologica nei confronti delle eventuali correlazioni fra disturbi alimentari ed alcune caratteristiche cognitive, come la scarsa flessibilità mentale.

Kate Tchanturia e collaboratori hanno indagato in tale ambito nel 2011, utilizzando un test specifico per la misurazione della flessibilità mentale, il test di Brixton. Specificamente, questo strumento valuta le funzioni esecutive, ovvero tutte quelle funzioni svolte dalla corteccia prefrontale  essenziali per la risoluzione di tutti i piccoli o grandi problemi della vita quotidiana e che costituiscono le nostre capacità di problem-solving (organizzazione delle azioni in sequenze gerarchiche, spostamento volontario dell’attenzione, attivazione di strategie appropriate per il raggiungimento di mete ed obiettivi).

anoressia e rigidità mentale

I risultati di questo studio evidenziano che, effettivamente, in un disturbo alimentare specifico, l‘anoressia nervosa, vi è una scarsa flessibilità mentale a favore di una rigidità cognitiva, emotiva e comportamentale. Tale scarsa flessibilità mentale sarebbe da considerare come un fattore preesistente e predisponente la patologia alimentare, rappresentando un tratto relativamente stabile.

Per tale motivo, le persone che soffrono di anoressia nervosa appaiono inflessibili e rigide nel loro intento di riprodurre con il loro rapporto conflittuale con il cibo l’illusione di controllo che non riescono ad avere nella propria vita. Infatti, mancando delle opportune abilità di risoluzione dei problemi, la vita non può che apparire, agli occhi di queste persone, assolutamente fuori controllo.

I risultati dello studio di Tchanturia e collaboratori hanno forti implicazioni soprattutto sul piano delle terapie per il trattamento dell’anoressia, ponendo l’attenzione degli esperti sulla necessità di promuovere nelle persone anoressiche la flessibilità mentale tramite training cognitivi.

Anoressia e rigidita’ mentale, effettivamente, sembrano talmente connesse che agendo sull’una, l’altra si modifica inesorabilmente.

Un valido training per lo sviluppo della flessibilità mentale e la promozione di abilità di problem-solving è rappresentato dalla meditazione mindfulness, che costituisce un allenamento progressivo dell’attenzione nella promozione della consapevolezza. La meditazione permette alle persone che la praticano di disattivare le reazioni emotive e comportamentali di tipo automatico, in modo da riuscire a pensare a soluzioni nuove e più efficaci ai problemi della vita quotidiana.

Osservare e riconoscere i tanti condizionamenti che conducono ad azioni automatizzate rende le persone progressivamente più libere.

Con affetto,
Dott.ssa Teresa M.

Fonte: Tchanturia K, Harrison A, Davies H, Roberts M, Oldershaw A, et al. (2011) Cognitive Flexibility and Clinical Severity in Eating Disorders. PLoS ONE 6(6): e20462.


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