Corpo e Danza: una battaglia all’ultimo sangue

Dic 03, 12 Corpo e Danza: una battaglia all’ultimo sangue

Spesso corpo e danza sembrano odiarsi, come se la sopravvivenza dell’uno significasse la morte dell’altra… ma nulla c’e’ di più sbagliato in questa visione.

Come molti di voi già sanno, ho studiato danza per molti anni ed in scuole diverse. Mi sono confrontata con diversi professionisti del settore, sostenuto molti esami, fatto molti spettacoli e diversi concorsi. Ovunque ho trovato una scarsa consapevolezza nei danzatori di quale fosse l’alimentazione più adatta alla disciplina coreutica. In molte occasioni mi sono confrontata con danzatrici che limitavano eccessivamente l’introito calorico, rimanendo, però, stazionarie col peso o, peggio ancora, oscillando su e giù a mò di yo-yo: ballerine che mangiavano poco e male, che riducevano il numero dei pasti, inconsapevoli di arrecare un danno al metabolismo, rallentandolo.

Ho sempre immaginato il danzatore come un essere particolarmente consapevole dell’importanza e della funzionalità del proprio corpo.

Corpo e Danza come due alleati: senza l’uno, l’altra non puo’ nulla.

Il danzatore riesce a far parlare il corpo come nessun altro, a dotarlo di quella capacità comunicativa che altri esseri umani possono solo osservare con ammirazione. Eppure, spesso questa non è altro che un’illusione. La diseducazione, i cattivi messaggi mediatici e le aspettative talvolta assurde dei maestri di danza o dei coreografi contribuiscono a fare in modo che la simbiosi mente corpo nel danzatore si tramuti in una battaglia all’ultimo sangue, ove la mente richiede più al corpo e il corpo richiede più alla mente, ferendosi a vicenda.

 

corpo e danza
Ho sempre sostenuto che nelle scuole di danza, soprattutto quelle in cui non vi è una selezione in ingresso delle allieve, ci fosse bisogno di psico-educazione alimentare o, meglio, di una psico-educazione all’amore di sé che passi anche attraverso l’alimentazione. Il danzatore, spesso, non ama il proprio corpo, ma lo viviseziona, lo critica fino all’osso e dimentica di quanto esso sia prezioso. Acquisisce passivamente un metro di giudizio che non gli appartiene e che è ancora più restrittivo di quello vigente, e già assurdo, nella società moderna.

Un’azione psico-educativa dovrebbe partire dalla consapevolezza della preziosità del corpo, dalla confutazione dei falsi miti sull’alimentazione, da una psico-educazione che passi per la fisiologia della nutrizione umana e per la chimica degli alimenti, per imparare a mangiare consapevolmente e a scegliere con criterio cosa mangiare, distinguendo ciò che fa bene da ciò che ammazza il corpo.

corpo e danza

Il danzatore usa il corpo in maniera peculiare e trattandolo male questo può solo reagire ammalandosi: amenorrea, ipercolesterolemia, ipotensione, astenia, vertigini… il danzatore dovrebbe ascoltare questi messaggi del proprio corpo, anziché arrabbiarsi con esso per il fatto di non funzionare bene. Bisogna che il ballerino impari a comunicare col proprio corpo, a dargli un nutrimento adeguato, affinché possa essere in grado di funzionare bene e permettere al danzatore di godere del proprio movimento.

Con affetto,

Dott.ssa Teresa M.


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