La mangiamo spessissimo, eppure questa sostanza sta uccidendo il nostro cervello!

Apr 28, 16 La mangiamo spessissimo, eppure questa sostanza sta uccidendo il nostro cervello!

Hai aperto l’articolo incuriosito dal titolo? Bene… continua a leggere e resterai a bocca aperta!

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una nuova moda alimentare: quella delle diete SENZA. Senza glutine, senza lattosio, senza istamina, senza… è fuori discussione che le intolleranze -quelle basate scientificamente- esistano davvero e creino disturbi. Quello, però, che sta accadendo è che molte più persone di quelle che realmente ne soffrono si credono affette da tali intolleranze.

Ad esempio, in Germania, in base ad un’indagine condotta lo scorso anno su 2500 volontari, l’11% della popolazione non consuma vino rosso, formaggio e alcuni prodotti a base di carne e pesce, perché contengono istamina… peccato che l’esistenza di un’intolleranza all’istamina sia ancora dubbia agli stessi esperti del settore! Così come, nonostante solo lo 0,3% della popolazione tedesca soffra di celiachia, è il 9% della popolazione (molto di più, quindi) a dichiarare di evitare il glutine.

La credenza di essere affetti da un’intolleranza è sufficiente a provocare REALMENTE sintomi fisiologici: quello che in letteratura viene chiamato effetto nocebo. Tutti conosciamo, direttamente o indirettamente, la cosiddetta Sindrome di Google: hai mal di stomaco? Cerchi su Google… hai un tumore! È quello che accade nel caso delle intolleranze. Sono soprattutto le persone ansiose, che non tollerano le incertezze a cercare sintomi -per lo più benigni, come dolori addominali- su Google. I risultati in rete, però, riconducono a portali di medicina e/o nutrizione in cui il malessere viene attribuito ad ipersensibilità a lattosio, fruttosio, glutine, istamina o altre sostanze. Di solito, negli elenchi il paziente può segnare i sintomi che lo riguardano e, siccome risultano molto generici al punto che ognuno di noi può riconoscersi, il paziente ne esce convinto di essere affetto da un’intolleranza.

L‘effetto nocebo è esattamente il risvolto della medaglia dell’effetto placebo. Così come una sostanza, pur essendo acqua fresca, ci farà davvero bene, se ce ne convinciamo, allo stesso modo se ci convinciamo che siamo intolleranti al glutine (pur non essendolo) e crediamo di mangiare un piatto contenete glutine (ma che in realtà non lo contiene), finiremo per sentirci DAVVERO male (vedi Biesiekierski, J.R. et al., 2013).

Ora, ritornando al titolo di questo articolo: probabilmente ti ha allarmato abbastanza da spingerti a cliccare sul link. È esattamente quello che fanno molti autori di bestseller, come il neurochirurgo statunitense Russell Blaylock, il quale scrisse un libro intitolato: Eccitotossine: il gusto dolce della morte… un titolo da film dell’orrore! Il libro metteva sotto accusa il glutammato, un esaltatore di sapidità. Secondo l’autore, il glutammato era una sorta di “bomba ad orologeria neurologica”, in grado di uccidere il cervello. Per essere chiari: non è vero! Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità dice la sua in merito, dichiarando sicuro il glutammato. Ma per Russell Blaylock (come per molti autori) questo è irrilevante: tale terrorismo psicologico alimentare fa vendere molti libri. E questo basta. Ora… sta a te non cascarci! 😉

Ben vengano, dunque, le accortezze e le diete volte al benessere degli intolleranti: ma attenzione alle strategie di marketing di chi le vende!

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Dott.ssa Teresa Montesarchio
Psicologa – Psicoterapeuta

  • Per approfondimenti:
    Biesiekierski, J.R., Peters, S.L., Newnham, E.D., Rosella, O., Muir, J.G., Gibson, P.R. (2013). No effects of gluten in patients with self-reported non-celiac gluten sensitivity after dietary reduction of fermentable, poorly absorbed, short-chain carbohydrates. Gastroenterology, 145(2):320-8.e1-3


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